?

Log in

zucchina
01 January 2025 @ 12:26 pm
Salve a tutti! Io sono Zucchina, o più comodamente Zukky™. Ho studiato lingue orientali (cinese e giapponese) all'università di Milano e ho dirottato i miei studi successivi sull'insegnamento della lingua italiana a stranieri perchè, molti lo ignorano, non basta essere italiani per insegnare l'italiano.
Questo blog è stato aperto in occasione del mio viaggio studio in Giappone nel Luglio 2010, un viaggio che attendevo da 10 anni (dalla prima liceo insomma!) e di cui volevo lasciare una traccia indelebile giorno dopo giorno, perchè certi ricordi, i più piccoli soprattutto, finiscono con il perdersi nel mare di esperienze intense come questa e nella memoria di una vita che prosegue. E' stato anche un modo per provare agli amici rimasti in Italia che, sì, ero viva!
Data la bella esperienza avuta con questo mezzo, ho riutilizzato lo stesso blog per raccontare in egual maniera il successivo viaggio di piacere a Taiwan. Questo blog è diventato così una piccola banca dati, è il mio deposito di ricordi riguardo a queste esperienze uniche e spero in futuro di riutilizzarlo non appena ce ne sarà l'occasione.
Spero vi divertiate a leggere
Enjoy! ❤



Dovuto P.S. insegno italiano, nonostante l'italiano in questi post lasci a desiderare. Ho quasi sempre scritto alla fine di giornate massacranti, quindi ho seguito il fiume dei ricordi, rapidamente, perchè stanca e desiderosa di raccontare sì, ma anche di dormire. Quindi chiudete un occhio s'il vous plaît.
Tags: ,
 
 
zucchina
16 July 2017 @ 11:51 am
Buongiorno dal Giappone immerso nell’acqua e nell’umidità della stagione delle piogge.
Qui si chiama tsuyu (梅雨) e ogni anno è diversa, nel senso che ci sono volte in cui piove molto e a volte in cui piove poco. Quando venni in Giappone per la prima volta nel 2010 fu una stagione di pioggia normale, un giorno sì e uno no pioveva: era una rottura di palle…
Da quando sono tornata nel 2014 non c’è mai stata una stagione delle piogge molto piovosa. In questo caso viene chiamata karatsuyu (空梅雨) che letteralmente è una "stagione delle piogge vuota/secca". Quindi ho avuto culo. Quest’anno no.
Piove un giorno sì, un giorno sì e un giorno pure. Forse quello dopo è nuvoloso. E a detta delle previsioni, la fine è prevista per il 29 Luglio!!! Lunghissima! Di solito io l’ho vista finire a metà Luglio, no alla fine, praticamente Agosto.
Questa potrebbe essere la prova che chi mi disse "quest’anno sembra che pioverà proprio" avrà ragione anche riguardo a "quest’anno sembra che farà proprio caldo".
Merda.

Nel frattempo che non mi sono fatta viva sono successe molte cose.
E’ buffo leggere lo scorso post e vedere che ho scritto "non chiedetemi com’è il lavoro, non lo so dopo 5 giorni, la mia opinione potrebbe cambiare in uno o due mesi", perchè due mesi dopo è effettivamente cambiata. E’ cambiato tutto in realtà!
E’ stata un escalation molto rapida da una bella situazione ad uno dei periodi peggiori della mia vita fino ad ora.
Pronti? Siete comodi?
Cominciamo.

e... VIA!Collapse )

P.S. In un successivo post racconterò di cosa è successo dopo che ho lasciato il lavoro il 14 Giugno. Intanto però vi faccio semplicemente sapere che sto molto meglio e non dovete preoccuparvi.
Tags:
 
 
zucchina
10 April 2017 @ 03:13 pm
Prima settimana di lavoro.
Non state a chiedermi com’è il lavoro. Non lo so com’è dopo soli 5 giorni. Persino se dicessi che sono strafelice o pentita della scelta, sarebbe un’opinione che potrebbe cambiare in uno o due mesi. Sto veramente facendo i primi passi in un mondo sconosciuto e imprevedibile.
Quel che posso dire, però, è ciò che ho fatto.

Lunedì è stato il primo giorno di lavoro per moltissime persone in Giappone. Ad Aprile comincia l’anno fiscale e i nuovi assunti cominciano tutti lo stesso giorno, il primo lunedì del mese, che quest’anno era il 3.
Come primo giorno siamo dovute andare in completo.
Eravamo in 4 (io, l'altra nuova assunta, il capo e una part-time) e abbiamo dovuto dire le solite cazzate di rito. Massì, la solita robaccia alla giapponese "dì qualche parola su (aggiungi occasione speciale)". In questo caso era "dì qualcosa sul lavoro di quest’anno che comincia da oggi (obiettivi, speranze, bla bla). Non è previsto che si dica nulla di lungo e soprattutto io non sono brava a parlare a bruciapelo di ste cose, figurarsi in giapponese! Ma qualche parola a casaccio l’ho detta e tanti saluti: 10 minuti dopo comunque di solito tutti si son dimenticati quello che dici, quindi non vale la pena faticare troppo, è solo cerimonialità.
Il capo poi ci ha portate nello spazio "riunione con i clienti", l’unico spazio dell’azienda che non è una totale baraonda di scatole, cavi e polvere. Sarò sincera, non ricordo quasi niente di quello che ha detto. Sfortunatamente COMPRENDERE un discorso è una facoltà che mi richiede uno sforzo non dimezzabile con la facoltà del RICORDARLO. Le cose superimportanti comunque le ricordo o le scrivo… e non ho scritto niente sul mio foglio, quindi non deve aver detto nulla che dovesse essere importante. Almeno non per me.
Abbiamo mangiato insieme tutti e tre e sembra che io abbia sbagliato a sedermi. O insomma, io me so seduta a casaccio dove capitava, anche perchè sono stata la prima a salire sul tatami, ma a quanto pare in teoria dovrei vedere dove siede il capo prima e sedermi dalla parte opposta dopo. Non gliene frega un accidente a lui, ma me l’ha fatto notare ridendo. Io sò caduta dalle nuvole: perchè non posso sedere dove cazzo me pare? O.o
Il martedì, a parte lavorare normalmente e aver messo online la versione ancora in progress di un sito fatto durante il part time lì a Marzo, non c’è stato nulla di rimarchevole. Nel pomeriggio sono rimasta sola perchè il capo e Sumire (la mia collega) sono andati da un cliente con il quale avrebbero poi cenato.
Grazie a dio, io non avrei cenato con il cliente del mercoledì. La mattina sono arrivati i biglietti da visita e fino alle 3 ho fatto un po’ di esercitazione per lo scambio dei biglietti e un po’ sono andata avanti a fare la grafica per un evento che stiamo allestendo per la golden week. L’evento avrà luogo in un hotel all’interno del parco che sta di fianco a Tokyo Disneyland, e nel pomeriggio io, il capo e Imai san (un amico del capo che gestisce un locale) siamo andati fino a lì ad incontrare il superboss dell’hotel e discutere della faccenda. Sorpresone, il superboss è rimasto estasiato dal mio logo per l’evento e mi ha quindi detto che vorrebbe affidarmi anche un poster per l’hotel (niente a che fare con l’evento) di cui vorrebbe una grafica migliore. Ok o.o tutto quello che vuoi. Sinceramente, il capo mi aveva fatto pressione psicologica dicendomi che questo superboss era un pezzo grosso, che non dovevo sbagliare nello scambio dei biglietti, ma alla fine era un signore di una certa età, molto simpatico e un tantinello sovrappeso che rideva un sacco: sembrava la figura di un nonno uscita da un libro di favore. Faceva venire voglia di abbracciarlo. O mangiarlo, se te lo immaginavi fatto di marshmallow.
Siamo tornati a Yokohama alle 19 dato che c’era fila in autostrada sul ponte per rientrare, ma io sono arrivata al locale alle 19:15 quindi non ho fatto poi troppo ritardo.
Giovedì ho rimesso i miei abiti normai (ho indossato il completo solo il primo giorno e mercoledì per il cliente) e ho fatto il mio lavoro alla scrivania. Io e Sumire pranziamo con una porzione di riso bianco portata da casa e ci spargiamo sopra del furikake, un condimento secco per il riso bianco che può avere diversi gusti. Alcuni non mi piacciono e molti me sanno un po’ di chimico, ma essendo seriamente con le pezze al culo, non ho grande scelta. Domenica sera ho avviato la cuociriso e ho fatto un botto di porzioni mettendole poi a surgelare: di solito le tiro fuori la sera prima, gli dò una botta di scongelo in microonde prima di andare a lavoro e poi lo riscaldo prima di mangiarlo. Se fa bel tempo mangiamo al parco vicino all’ufficio e giovedì ci sono andata anche se ero da sola perchè lei era in giro a fare un lavoro. Ci siamo beccate però dopo il lavoro al family restaurant vicino casa (abitiamo suppergiù nella stessa zona) e abbiamo fatto una prima sessione di studio con libri per i neoassunti e fotocopie con indicazioni per le lettere d’affari e le risposte al telefono.
Venerdì non finiva più… avevo lavoro da fare, certo, ma sul serio sembrava che non finisse più. Al pomeriggio, le ultime due ore, il capo era lì che parlava con Sumire, non so bene di cosa. In parte era un discorso serio, in parte no, spaziavano su tante cose. Ogni tanto mi intromettevo, ogni tanto tornavo al mio lavoro (non posso concentrarmi sul lavoro E ANCHE capire una discussione in lingua straniera) quindi non mi era proprio semplice seguire tutto. Comunque alla fine ho trovato tempo di parlargli di un problema che si è rivelato mercoledì.
Ecco lo schambio di battute avuto in macchina:
Capo: "Posso fumare?"
Io: "Non fate caso a me, se volete fumare potete farlo"
Imai san: (ridendo) "Che arie di superiorità!"
Capo: (ridendo)"Ma Zucchi è così, fa un po’ la superiore"
Il commento, detto scherzando, mi ha colpito perchè non penso affatto di essere una che si da delle arie, ma non ho detto niente dato che stavo morendo di paura per la velocità a cui stavamo andando. La sera ho indagato col capo del locale perchè avevo avuto l’impressione di aver ricevuto un tale commento già un’altra volta, anche se a quel tempo non ci avevo fatto caso; e così ho scoperto di aver fatto un errore linguistico. Linguistico, ma non grammaticale. Grammaticalmente, anzi, è corretto che alla domanda "Posso fare questa cosa?" si risponda "Sì, puoi farla", ma quando la si applica alla realtà, se è un superiore a chiedermi "posso fare questa cosa?", non posso riutilizzare la stessa struttura grammaticale e dire "Sì, puoi farla", perchè sembra che io stia dando il permesso ad un mio superiore elevandomi al di sopra di lui. La risposta corretta e più semplice da ricordare è un solo "Prego". Quando venerdì gli ho fatto presente la cosa, il mio capo ha riso: so che a lui non interessano queste cose, ma ho realizzato che se incontrassi un cliente che invece a queste cose fa caso, potrei rovinare un accordo lavorativo anche se non intenzionalmente, quindi se mai dovessi sbagliare di nuovo cose di questo tipo (cioè, dirlo così agli amici ok, ma non ad un superiore), vorrei che mi venisse detto. Il capo ha annuito, ci ha pensato un po’, poi mi ha detto che sicuramente avevo ragione, ma che siccome a lui non interessa, a volte nemmeno se ne rende conto, e quindi non sa quanto riuscirà ad accorgersene e avvisarmi, ma farà del suo meglio. Inoltre, dice lui, i nostri clienti sanno tutti che siamo una compagnia atipica, quindi non dovrebbero prendersela. Al contrario, lui trova un sacco divertente che qualcuno esclami "Cos’è quest’aria di superiorità?".
Io becco sempre gente un po’ svitata direi...
Comunque ho sempre finito poco dopo le 18.

L’unica cosa del lavoro che mi rompe le palle in maniera assoluta è il cosiddetto nippo. E’ un coso che bisogna scrivere tutti i giorni alla fine del lavoro, un breve testo che riassuma cosa abbiamo fatto quel giorno di modo che il capo, anche se non c’è, può leggere le mail e avere un'idea di come sono proceduti i lavori. E’ un cosa che mi sta proprio qui.
Il capo si è meravigliato sapendo che in italia non esiste. "E come fa un capoufficio a sapere cosa hanno fatto i dipendenti?"
Come fa? Lo chiede! E comunque in generale i dipendenti hanno le loro responsabilità e le portano avanti, non hanno bisogno di essere monitorati tutti i giorni 8 ore su 8 di lavoro, chiedendo tutti i dettagli. Purtroppo però, anche se mi sta sulle palle scriverlo, è una cosa molto diffusa nelle aziende giapponesi, quindi non posso fare altro che accettare questa tortura e portarla a termine. Del resto, dalla parte degli aspetti positivi, ci sono molte più cose che da quella degli aspetti negativi, quindi suppongo di poter sopportare di dover fare questa roba tutti i giorni.
 
 
zucchina
Un giorno farò un saggio o un libro sul capodanno giapponese, uno dei periodi migliori per venire in Giappone e vedere il volto più vero della sua tradizione e della sua storia, ma di cui poco si parla (la stagione di ciliegi è molto più pubblicizzata, quando in realtà si tratta di stare FORSE sotto un albero a bere, mangiare e ubriacarsi senza che l’albero in sé sia poi questa grande "issue")(non mi viene il termine italiano).
Non stavolta e non qui.
Oggi mi trovavo a fare una considerazione personale, ma prima di scriverla devo spiegare da dove arriva. E quindi parlare di una sola tra le tantissime tradizioni del capodanno: oggi quindi vi presento l’omikuji (da non confondere con l’omikoshi, che è il tempietto portato in spalla durante i matsuri estivi). E ve lo spiego, così che sappiate che diavolo state facendo se ne prenderete uno durante il vostro viaggio in Giappone.
Se sapere cos'è, potete saltare la spiegazione, per quello l'ho messa nel cut.

Vi presento l'omikujiCollapse )


Passo a parlarvi dei miei omikuji, che io vado sempre a prendere al Iseyama Jinja, uno dei templi più famosi di Yokohama e dove ormai vado sempre a fare la prima preghiera dell’anno.
4 Gennaio 2015
Il mio primo capodanno in Giappone. Il secondo omikuji della mia vita (il primo lo presi a luglio 2010 ma non lo capivo ancora molto). Pescai "grande fortuna".
La particolarità della previsione però è che non c’era scritto "andrà tutto alla grande". Mi diceva che ogni cosa sarebbe andata come volevo, che avrei avuto successo in questo e in quello, ma mi avvisava: "se non fai così e cosà, col cavolo che andrà come sopra". Aveva un senso. Quel foglio mi disse che avrei dovuto aiutare le persone, avrei dovuto concedergli loro il mio tempo e i miei pensieri quando ne avrebbero avuto bisogno, solo così le belle previsioni scritte qualche riga più su si sarebbero avverate.
Ha senso no? Non serve credere nel karma per rendersi conto che è semplicemente vero che quando fai del bene e quando sei gentile, bontà e gentilezza ti tornano indietro. Ovviamente poi ci sono le botte di culo.
Ho tenuto il mio foglio tutto l’anno, ovviamente, l’ho messo prima sullo stipite della porta della camera e poi, dopo essermi trasferita nel mio appartamento, con un magnete sul frigorifero.
Non lo so se crederci o meno a queste cose di previsione del futuro, in parte ci credo, in parte no. Fatto sta che il 2015 è stato un anno veramente positivo sotto molti punti di vista (non quello dell’amore).
3 Gennaio 2016
Ho pescato "fortuna futura".
Non è una previsione negativa, nonostante nella lista io ve l’abbia messa appena prima di "sfortuna". Il punto è che non sarete fortunati nell’immediato, ma è qualcosa che arriverà con il tempo. Quando lo pescai, l’amico con me mi disse che potevo tenerlo, oppure appenderlo. Non ti sta dicendo che sei sfortunato, quindi non devi per forza legarlo al tempio, ma non è nemmeno proprio da tenersi a vista per ricordarsi la fortuna che ci è stata predetta.
Per sicurezza lo lasciai. Bruciatelo così che gli dei si ricordino: io faccio quello che c’è scritto ma oh! voi fate la vostra parte dopo, né (dove il "ne" è lombardo e non giapponese").
La prima parte di testo, generale, diceva:
Attualmente sei nel bel mezzo di una nebbia nella quale non si riesce a vedere nulla. Ti è difficile tirare fuori la tua vera forza, quindi è facile che accadano cose inaspettate all’imprevisto, ed è possibile che si male di te e che ti si ostacoli. Però è meglio rimanere saldi e portare pazienza. Preparati per un domani che infine arriverà e avrai bisogno di una forza che avrai tenuto da parte. E’ un periodo di preparazione e di preparativi.
E rileggendo i miei commenti di allora, l’immagine della nebbia descriveva molto bene il mio stato d’animo. Se ripenso al 2016 ho avuto nebbia su molti fronti e, come mi veniva detto, ho passato un anno di preparativi, a tenere in serbo molta forza. E’ stato un anno difficile, in salita: non posso dire di essere stata sfigata, ma certamente ho dovuto impegnarmi molto per risultati che son venuti fuori in un secondo tempo, non subito. Per come lo interpreto io, soprattutto sul piano lavorativo: mi sono preparata cercando lavoro, non mi sono accontentata, tenendo la mia forza per la giusta occasione. Adesso è arrivata e in futuro potrò usare la forza accumulata per sviluppare al meglio ciò per cui mi sono preparata.
3 Gennaio 2017
A sorpresa, ho ripescato "fortuna futura", ma nemmeno questa volta ero triste: sempre meglio di "sfiga nera", dai, perchè comunque fortuna è.
Il testo di quest’anno recita:
E’ un periodo in cui è facile che tu ti senta insicura e con un senso di instabilità. In questi casi rimani tranquilla e abbi un atteggiamento che ti dia tempo: non affrettarti a fare di tutto pur di uscire da una situazione di stallo.
Gli altri non ti saranno d’aiuto. Sarà invece essenziale usare la tua intelligenza e la tua tenacia con l’idea che devi andare verso l’obiettivo con le tue sole forze.
Evita le grandi questioni e comincia ad occuparti dei piccoli problemi davanti ai tuoi occhi.

Quindi, vedete bene che nonostante siano entrambi con la stessa previsione, ciò che viene detto è diverso.

Passiamo alla sopra citata riflessione.
Chiunque di noi nella propria vita ha qualcosa in cui si sente insicuro, penso. Quindi anche per gli omikuji, per come la vedo io, bisogna crederci fin là, perchè le indicazioni sono talmente vaghe che sparando nel mucchio su qualche punto, per ogni persona, ci azzeccherà. Quello che però apprezzo di più degli omikuji è che non è una cosa decisa: sei del saggitario, è così; ma è proprio una cosa che scegli tu. E se un pochino si crede al destino, si può pensare che non sia un caso se si pesca questo e non quello, che un fondo di verità in quel che dice c’è. Inoltre tiene molto in considerazione l’atteggiamento della persona e dà consigli: non è un "accadrà questo" e basta.
Quindi è vero che mi sento molto insicura quando penso al nuovo lavoro. Sono felicissima di averlo, per quello che ne so ora:
-è un tempo indeterminato
-farò quello che mi piace, e anche altri lavori
-nel paese che mi piace
-con degli orari umani
-orari che mi permetteranno di non lasciare l’attuale part time e rinunciare alla gioia che mi dà
-avrò anche tempo (e soldi) per dedicarmi ad altro
A parte il tipo di contratto, non so quanti di questi punti poi si riveleranno esatti. Il primo anno sarà sicuramente difficile e la mia paura più grande è di non trovarmi bene in ufficio, di essere con persone che non mi piacciono o a cui non piaccio, di scoprire che il contenuto del lavoro alla fine non è quello che pensavo. Ho veramente paura di queste cose. Ma il consiglio è buono: rimani tranquilla, datti tempo. E mi ricorda una cosa importante: sono una persona intelligente, sono una donna tenace. In sostanza posso farcela, devo solo darmi tempo.
Inoltre, non devo dimenticare che non sto facendo un patto col diavolo. Se alla fine il lavoro non mi piace, devo resistere almeno due anni e poi posso cambiare (due è il minimo, diciamo, perchè la successiva azienda non pensi che io sia una che molla subito). Idem per una generale sensazione da lavoratrice in Giappone: mi voglio comunque dare due anni per vedere come va. Non è detto che mi piaccia realmente, ma intanto devo veramente provare. In questi due anni devo darmi tempo, trovare il mio ritmo, il mio modo di nuotare nel nuovo tipo di vita, e se proprio non ci riesco, l’intera EU mi aspetta a braccia aperte e nel frattempo avrò 2 anni di esperienza di lavoro in Giappone che di certo non fanno male sul curriculum.

Alla fine però son convinta che la nostra vita non sia già segnata, a volte possono esserci delle forze che guidano le nostre azioni, che fanno andare così e non cosà (stile sliding doors), ma non penso ci sia nulla di scritto. L’omikuji lo preferisco agli oroscopi perchè dà anche uno spunto di riflessione (per dire, quello di quest’anno, sotto la voce "amore" mi diceva di non prendere tutto per deciso, di tornare sui miei sentimenti e chiedermi di nuovo se sono reali o se mi sto aggrappando ad essi solo perchè penso di non avere alternative) su se stessi, sulla nostra vita. Penso sia una cosa buona e giusta saperci rimettere in discussione, guardarci dentro e cercare di fissarci con un occhio critico, per quanto possibile.
Due degli obiettivi di quest’anno tutto sommato si accostano bene all’omikuji: darmi da fare con il nuovo lavoro e riprendere a viaggiare, che tutto sommato è un "piccolo problema" (monetario e logistico quando si organizza). Non so se il trasferirmi ed avere un gatto sia considerato un grosso problema, ma comunque se ne riparla in estate per cominciare la ricerca.

Comunque, quando passate per il Giappone, magari provate a prenderne uno.
Può essere interessante! Ve lo traduco io ^^
 
 
「 ✈ 」: Japan, Yokohama
「 ☺\☹ 」: contemplativecontemplative
「 ♬ 」: 前前前世 by REDWIMPS
 
 
zucchina
09 January 2017 @ 11:25 pm
Ho deciso di provare a riprendere il blog. Non con lo stesso schema di prima, una cosa giorno per giorno, ma dei post saltuari, magari a tema, come un blog normale ecco, ma il tutto incentrato sulla mia vita qui.

Siccome è passato quasi un anno dal mio ultimo post, vedo di riassumere un po’ di cose cambiate durante quest’anno.
Il 2016 per molti non è stato un anno proprio grandioso, ammettiamolo. Ovviamente mi ritengo molto più fortunata di molti ai quali magari è venuta a mancare una persona casa o che si sono ammalati o che hanno avuto grossi problemi al lavoro (o che il lavoro continuano a non averlo); e devo dire che in linea generale forse non posso lamentarmi, ma quel che è vero è che non è stato per niente un anno facile. Ottenere dei risultati, non significa per forza aver avuto solo cose positive. A volte per quei risultati si sacrifica tanto e si lotta parecchio, e alcune di queste lotte ci lasciano stanchi e provati.
Ma via, cominciamo un po’…

Compleanno: ho fatto 30 anni!Collapse )

L'ultimo anno di scuolaCollapse )

La lunga epopea della ricerca del lavoroCollapse )

Quelli che erano gli obiettivi 2016Collapse )

So che sta diventando un post lungo, ma anche un anno è lungo.
Passo ad argomenti più leggeri.
PallavoloCollapse )
AmicheCollapse )

Obiettivi del 2017Collapse )

Ok, per ora penso di poterla chiudere qui. Se avete letto fino alla fine, grazie. Se non lo avete fatto… oh vabbè, a me è servito per ripercorrere il mio cammino 2016 e tirare un po’ le somme.
 
 
 
zucchina
07 January 2016 @ 01:39 pm
Sono rimasta indietrissimo con il blog e recuperare giorno per giorno a questo punto è impossibile.
L'ultima giornata descritta è stata il 25 Novembre. Bene, farò del mio meglio per riassumere di settimana in settimana una parte di dicembre.

26-30 Novembre
Read more...Collapse )

1-6 Dicembre
Read more...Collapse )

7-13 Dicembre
Read more...Collapse )

14-20 Dicembre
Read more...Collapse )

21-27 Dicembre
Read more...Collapse )

28, 29, 30 Dicembre
Read more...Collapse )

31 Dicembre
Read more...Collapse )

1-6 Gennaio
Read more...Collapse )
 
 
zucchina
26 November 2015 @ 02:34 pm
Giovedì 19: Aitai!
Read more...Collapse )

Venerdì 20: Devasto serale
Read more...Collapse )

Sabato 21: Giornata di doveri
Read more...Collapse )

Domenica 22: Tanti auguri a me
Read more...Collapse )

Lunedi' 23: ...
Read more...Collapse )

Martedi' 24: E l'albero?
Read more...Collapse )

Mercoledi' 25: shopping fallito
Read more...Collapse )
 
 
zucchina
26 November 2015 @ 09:45 am
Giovedì 12: Amiciccie *-*
Read more...Collapse )

Venerdì 13: Primi sintomi
Read more...Collapse )

Sabato 14: Caduta libera
Read more...Collapse )

Domenica 15: Prima volta in ospedale
Read more...Collapse )

Lunedì 16: Riposo
Read more...Collapse )

Martedì 17: What's riposo?
Read more...Collapse )

Mercoledì 18: Slow day
Read more...Collapse )
 
 
zucchina
26 November 2015 @ 09:42 am
Giovedì 5 : Giappone, il girone degli ignavi sceso in terra
Read more...Collapse )

Venerdì 6: Homeroom again
Read more...Collapse )

Sabato 7: Giornata infinita
Read more...Collapse )

Domenica 8: Speachless
Read more...Collapse )

Lunedì 9: Rincoglionimento 2
Read more...Collapse )

Martedì 10: Niente da segnalare
Read more...Collapse )

Mercoledì 11: Open class!
Read more...Collapse )
 
 
zucchina
Sono orgogliosa di presentarvi per la prima volta su questi schermi, un festival scolastico
giapponese!
Ne avrete letto a bizzeffe nei manga (se leggete manga) e visto negli anime (se guardate
anime). Ma e' davvero cosi'?
E' davvero cosi'.
Ho chiesto anche agli amici che sono venuti a vedere il festival, per capire se magari la nostra scuola non facesse qualcosa di un po' diverso, ma in sostanza tutti mi hanno detto di respirare un'aria nostalgica, perche' anche i festival fatti da loro erano cosi'.
Quindi ecco the original!
I nomi utilizzati possono essere due bunkasai (festa della cultura) o gakuensai (festa della scuola).

Giovedi' 29: Cominciano i preparativi
Read more...Collapse )

Venerdì 30: Ultima chiamata per il volo Shiokazesai
Read more...Collapse )

Sabato 31: Primo giorno di festival
Read more...Collapse )

Lunedi 2: Conclusione
Read more...Collapse )

Martedi' 3: Ritorno alle origini
Read more...Collapse )

Mercoledi' 4: Finalmente una giornata per me
Read more...Collapse )